IL VECCHIO LUPO – Luciano Ravenni e la “sua” Sangio: ” Ho l’azzurro nel cuore da 30 anni. Sarò a Colle a tifare dagli spalti “

Quando si parla di bandiere, di coloro che hanno giocato ma sopratutto onorato la maglia azzurra non può che venire in mente un “certo” Luciano Ravenni (nella foto di Mauro Grifoni) che prima da calciatore e poi da allenatore è stato in forza alla nostra società la bellezza di circa 30 anni. L’abbiamo chiamato nella settimana che porta allo spareggio di Domenica, sarà uno dei tanti sangiovannesi che dagli spalti spingerà il Marzocco alla permanenza in categoria: ” Verrò a Colle Val d’Elsa senza ombra di dubbio, il Ravenni d’altronde ha l’azzurro nel cuore perchè da giocatore ci sono stato 22 anni e poi da allenatore altri 4. Come faccio a non presenziare in queste occasioni ? Dopo la famiglia per me arriva la Sangio e non mi vergogno a dirlo, pensate io con questa maglia ho debuttato a 16 anni con Maurilio Prini allenatore al vecchio campo “Galli” in un Sangiovannese – Arzachena finita 0-0 nell’allora campionato di Serie D. Da lì feci altri presenze, ero in squadra con gente come Sguazzini o Cianchi tanto per fare nomi e alla fine dell’anno io e Brogi fummo addirittura chiamati dalla Juventus per sostenere un provino. Ci compensavamo mi ricordo, io avevo magari i piedi meno buoni del mio compagno ma grinta ne avevo da vendere. Come andò a finire ? Con un classico “Le faremo sapere” che non sfociò in niente di concreto tanto che con molto onore continuai a giocare nella Sangio per tanti campionati ancora“. Ci crede alla salvezza e non lo dice tanto per fare alla luce di quello che la squadra ha dimostrato nelle ultime settimane: ” Per me le possibilità ci sono eccome, può succedere di tutto perché sono gare secche ma è indiscutibile il fatto che la squadra arriva a quest’appuntamento più carica della Colligiana e le motivazioni così come l’armonia nello spogliatoio vogliono dire tanto. Vi ricordate lo spareggio di Avezzano ? Partivamo sfavoriti, in tanti già ci davano spacciati prima ancora di giocare per la sola vittoria che avevamo a disposizione eppure siamo scesi in campo carichi e concentrati sull’obiettivo e sappiamo poi come è andata. Se solo ripenso a quella gara quasi mi commuovo”. Un elogio alla società, ai giocatori ma sopratutto a Mario Palazzi vero artefice secondo Ravenni della rinascita: ” Permettimi di fare un plauso alla società, che ha ereditato una situazione pesante solo per l’amore verso questi colori e verso la città. Non so in quanto l’avrebbero fatto aggiungo. Poi ai giocatori che bene o male decidono le sorti della gara ma in particolare a Mario Palazzi per me vero artefice di questa rinascita. Non era partito benissimo, è riuscito a rimodellare il tutto e a portare i risultati che tutti conosciamo. Io lo conosco è bravissimo, tanti anni accanto ad uno come Cosmi non sono un caso e lui ha l’esperienza e il carisma giusto per traghettarci a questa salvezza. Io ci credo veramente“. Un piccolo rimpianto per come s’è conclusa la recente esperienza di allenatore in seconda: ” E’ inutile ormai che mi nasconda dietro un dito, io con Ginestra non mi trovavo e alla fine ho deciso di farmi da parte anche per una situazione societaria che non mi faceva stare tranquillo e difatti se non fossero arrivati i sangiovannesi a quest’ora il calcio non esisteva più. Guarda, mi sono sentito recentemente con Benedetti e persino con Ruotolo ma l’ultima esperienza purtroppo non la posso ricordare con piacere. E’ acqua passata ormai, auguro tutto il bene di questo mondo alla Sangiovannese e sarò per sempre tifoso. Tra l’altro l’idea di rifare il derby mi stuzzica e non poco, per chi non lo sapesse il Ravenni ha il maggior numero di presenze in questi scontri ! Forza Sangiovannese, abbiamo fatto tanta fatica per riconquistare un campionato nazionale e ora non possiamo di certo farcelo sfuggire”.