LA SANGIO E GLI SPAREGGI – Viaggio lungo 18 appendici di campionato (parte seconda)

Ci siamo lasciati nel Maggio del 1989 e allo sfortunato spareggio per la serie D giocato a Siena contro la Sestese di Poggesi. Dopo un intervallo di un solo campionato nell’estate del 1991 è ancora tempo di spareggi….e che spareggi ! La squadra di Giampiero Colcelli chiude il torneo di promozione a quota 41 punti in compagnia del Foiano allenato ancora da Poggesi: chi vince va nel neonato torneo di eccellenza ma soprattutto acquisisce il visto per gli spareggi che valgono la quarta serie. Ad Arezzo il 12 maggio 1991 ben mille sangiovannesi accompagnano la squadra verso la vittoria, un 2 a 0 coi goal di Di Franco e Giovanni Ducci. Ed allora via con gli spareggi a tre con Pietrasanta e Venturina: gli azzurri iniziano in terra labronica e passano ancora con l’amato Giovannone da Firenze. Il 2 giugno 1991 la Sangio aspetta in un Fedini da brividi (quasi 4000 spettatori ) la forte squadra versiliese guidata dai veterani Rosi e Cacciatori. Nonostante la grande spinta dei tifosi, la partita si chiude sullo 0 a 0 e si deve andare alla gara -bis sempre con il Pietrasanta. Appuntamento il giorno 16 giugno al Lungobisenzio di Prato dove la squadra di Colcelli arriva stremata e sfiduciata. 2 a 0 per i nostri rivali ed appuntamento con la serie D rimandato di due anni. Non fu uno spareggio vero e proprio ma ..quasi. L’ultima gara del campionato di eccellenza 1992 -1993 mise a confronto diretto allo stadio “Fedini “(ancora comunale) gli azzurri di Casarsa e del presidente Lucarelli ed il Bozzano, in palio la serie D. Che sorrise ai nostri con la spinta di 3500 spettatori grazie al 2 a 0 finale con i goal del compianto Paolo Martelli e di Andrea Basciu. Nel 1995 -1996 la Sangio di Attilio Sorbi e del duo Focardi -Tinacci dette vita ai play off validi come eventuale classifica di ripescaggio insieme a Sansepolcro, Narnese, Monterotondo e Poggibonsi oltre all’Arezzo già vincitore del torneo. Esperienza ripetuta anche l’anno successivo e stavolta contro Castelnuovo Garfagnana, Impruneta, Aglianese, Poggibonsi e Colligiana. Più importante la coda del campionato 1999-2000 con la Sangio di Leonardo Acori, del presidente Casprini e del diesse Morandini approdata dopo il ritorno nel calcio professionistico anche alla finalissima per lo scudetto di serie D giocata e vinta a Rieti contro i siciliani della Nuova Igea. Nel 2002 play off per la serie C1, dopo aver fatto fuori l’Alessandria in semifinale grazie ad una vera impresa nella partita di ritorno al “Moccagatta “gli azzurri furono costretti ad arrendersi in finale alla Pro Patria (doppia sconfitta di misura ). Ma la serie C1 venne centrata nel 2004 con Sarri in panchina. Secondi dietro al Grosseto nella regolar season Baiano e company superarono il Gubbio in semifinale ( sconfitta per 2 a 1 in Umbria e vittoria di misura al ritorno al Fedini ) per affrontare poi nella finalissima il Gualdo e consacrare al trionfo una squadra, una città ed un grande condottiero come Capitan Arduino destinato purtroppo da li a poco ad improvvisa scomparsa. Nel 2006 orfana oramai del suo presidente la Sangio di Omar Ciancilla e di Piero Braglia sfiorò addirittura la serie cadetta toccando il punto più alto della sua storia nella doppia semifinale play off contro il Frosinone. L’avventura in serie C1 passò addirittura attraverso due spareggi salvezza: il primo andato a buon fine contro i lombardi del Pizzighettone, il secondo perso e malamente con la Pistoiese passata già largamente nella partita di andata lungo l’Arno. Nel 2009 l’ultimo sussulto della Sangio fra i prof con la semifinale play off giocata dalla squadra di Fraschetti e del diesse Alunni contro il San Marino. Con il ritorno forzato fra i dilettanti regionali ecco due code di spareggi per il passaggio in serie D: nel 2013 prima le sfide contro il San Gimignano e con il San Donato sul neutro di Sesto Fiorentino (4 a 1 in un vero delirio) e poi lo stop imposto nella semifinale nazionale dai laziali del Terracina che vanificò le speranze degli uomini di Coppi. 12 mesi dopo ecco la serie D per la società presieduta dalla Grazi family in un alternanza di gioie, speranze e delusioni. Benedetti guida gli azzurri verso l’impresa sottolineata da partite al cardiopalma. Impresa goal in extremis di Romanelli a Figline nella prima sfida con la Castelnuovese di Nosi e poi soprattutto quella di Avezzano dopo lo 0 a 0 della partita di andata al Fedini con il goal di Berti al 90esimo raddoppiato da Righeschi e un contorno incredibile di emozioni. Finalissima con i reggiani del Lentigione, frazione di Brescello. Nella calura emiliana il goal decisivo di De Gori su rigore e poi il ritorno in campo neutro a Borgo San Lorenzo, causa intemperanze dei nostri tifosi. 1 a 1 il finale, goal ancora dell’aretino Berti dai bei riccioli lunghi e serie D riconquistata con le unghie. Ed ora cari ragazzi ..una serie D da difendere tutti insieme 3 anni dopo Borgo !!