In questi mesi ho incoraggiato la svolta societaria per convinzione, amore e per quel minimo di esperienza che mi porta a vedere lo stato delle cose (a volte mi riesce anche dire stupidaggini, ma, a differenza di qualcuno, sempre in proprio e non per conto terzi…).
Seguo la Sangiovannese da sempre e ho memoria nitida delle vicende azzurre da 60 anni o giù di lì, vale a dire dalla squadra allenata dal modenese Ivano Corghi nel 1968-69: Gentile, Cianchi, Venturelli; Vitali, Burini, Kostner; Sguazzini, Betti, Badiani, Luchitta e Matassini. Non ho particolari simpatie o antipatie ad personam e giudico più le intenzioni e i fatti a prescindere, non essendo legato a nessun carro, se non a quello che faccia il bene generale.
Dopo mesi, anni di polemiche, oggi c’è bisogno di tornare alla normalità. Che, più che degli acquisti dei calciatori, vuole dire una seria organizzazione quotidiana (le piccole cose apparenti fanno le grandi cose), un occhio alle strutture, la definizione chiara di chi comanda, una comunicazione “normale” con la stampa e i tifosi, un culto del passato e della nostra memoria. Insomma, una società che torni ad essere in empatia con la gente e dove, al chiuso delle stanze, si torni a preferire e avere una visione trasparente e aperta.
Questo direi a Martino Neri: e cioè, prima di affrontare il dettaglio tecnico indicando chi e quali saranno gli uomini che porteranno la Sangio verso il centenario, a cominciare dal direttore sportivo e dall’allenatore (gli attuali potrebbero essere confermati). E gli direi anche che c’è bisogno come il pane di una figura di raccordo fra lo staff tecnico e la società stessa, nello specifico una persona “presente” e in grado di fare fronte a tutte le esigenze e necessità giornaliere.
Martino Neri, che io ho conosciuto giovane e bravo ciclista della Marzocco del compianto Fernando Merli, è persona seria che ama parlare con i fatti: un sangiovannese che oggi può ridare lustro alla società anche per le sue potenzialità economiche, magari affiancato anche da altri “volenterosi”.
In attesa delle prime dichiarazioni e delle future scelte, mi aspetto già da adesso tifosi pronti a salire sul carro del vincitore, dopo aver espresso persino dei dubbi sulla necessità del cambiamento societario stesso. È questo, del resto, uno sport molto in voga anche dalle nostre parti e che non passa mai di moda… Come dire: morto il re, evviva il re… Ma ciò che più conta è che l’estate sia e che si volti pagina!”