Diciamoci la verità: nessuno pensava o pretendeva che, a questo punto del campionato, la Sangiovannese fosse a lottare per il primo posto in classifica. Eppure, la posizione mediana attuale ci porta a fare alcune riflessioni. Rendendo merito a Calderini e Agatensi per il lavoro svolto, assumendosi una serie di problemi che forse competerebbero ad altre figure societarie, diciamo che il rischio più grande oggi sia quello di scivolare in un torneo anonimo, svuotato di significato.
La classifica va guardata in alto, verso il quinto posto play-off (che sembra il traguardo massimo raggiungibile adesso), ma anche in basso, tenendo presente la zona play-out che non è poi così lontana. La squadra sembra più votata a un cammino medio-alto, soprattutto se riuscirà a sfruttare bene un calendario più morbido da qui alla fine del girone di andata.
Certamente, è una squadra che ha delle lacune e può migliorare in alcuni ruoli, e qui vedremo se la tanto attesa svolta societaria del prossimo anno sarà propedeutica a un piano di rafforzamento immediato o meno.
La gara contro il Figline è stata poco esaltante, un po’ per colpa nostra (la fatica della partita a Firenze può aver pesato), molto per l’atteggiamento degli avversari che si sono difesi anche a 5 dietro in certi frangenti della partita.
Insomma, guardiamo avanti con discreta speranza, ma soprattutto cerchiamo di tenere accesa la fiammella dei play-off. Scivolare nell’anonimato sarebbe deleterio: il pubblico azzurro non lo meriterebbe.