Il 20 settembre 1970 la Sangiovannese di Ivo Giorgi, allenata dal signese Silvano Grassi, classe 1919, scendeva sul campo della squadra “canarina” per la prima giornata del campionato di Serie D: era la sfida numero 27 e nulla davvero lasciava presagire quel giorno che sarebbe stata anche l’ultima, prima di un interminabile… assenza.
Quel giorno lontano a Signa, la Sangio diede subito idea di che panni vestirsi, vincendo di “goleada”, 4-0, con goal di Carlo Ceccotti e tripletta dell’attaccante modenese Ermanno Ricci, giocatore bravo e sfortunato fermato poi da un grave infortunio nella gara interna contro il Grosseto.
Gentile, Buffetto, Cianchi, Menciassi, Burini, Kostner; Jacobini, Zanelli, Ceccotti, Cherubini, Ricci la formazione schierata: al ritorno a San Giovanni fu invece un altro 3-0 azzurro con le reti di Menciassi su rigore, Ceccotti e Giorgio Zanelli. Era il 31 gennaio 1971 e questa, ad oggi, è l’ultima partita giocata fra le due formazioni che hanno avuto destini ben diversi: la Sangiovannese, promossa già al termine di quella stagione, in viaggio verso il calcio più importante; il Signa precipitato nei tornei dilettanti regionali.
Le 28 partite giocate fra le due squadre parlano di 11 successi del Marzocco, 9 pareggi e 8 sconfitte.
Sul terreno dei “gialli” fiorentini abbiamo 14 precedenti con 7 successi per i padroni di casa, 5 incontri terminati in parità e 2 sole vittorie azzurre, quella ricordata in precedenza e il 3-2 del 22 aprile 1956 in Promozione con doppietta di Civai e goal decisivo allo scadere dello svedese di… Lucca Hedstrom, allenatore Arduino Romoli.
L’11 maggio 1941, in Serie C, la prima sfida a Signa terminata con un sonante 5-1 per la squadra ospitante, con il goal sangiovannese di Bongini. Nelle prime 7 partite disputate, il Marzocco conobbe ben 6 sconfitte e un solo pareggio, l’1-1 del 15 febbraio in C con goal di Marino Passetti.
Da ricordare sul campo anche i quattro 0-0 consecutivi fra il 1958 e il 1970.
Ma Signa ci riporta alla mente anche due grandi protagonisti della storia azzurra: l’allenatore Silvano Grassi, che arrivò a San Giovanni da Grosseto insieme a Menciassi e Buffetto dopo aver allenato anche Prato, Signa, Ascoli, Montevarchi, Rondinella, Castelfiorentino e Quarrata; e Fulvio Nesti, che dal Valdarno spiccò il volo verso il grande calcio fino a divenire protagonista dell’Inter guidata da Foni e per due volte consecutive campione d’Italia. Per Nesti 30 presenze e 6 reti nella stagione 1947-48 con la squadra allenata dall’ex portiere milanista Dario Compiani.