Un editoriale tratto da valdarno24.it a firma di Lapo Verniani che inquadra bene la situazione che stiamo vivendo. E basta guardare i video più sotto per capire quanto sia inestimabile il patrimonio costruito in quasi 100 anni di vita esclusivamente calcistica
Oggi, insieme alla bellissima rubrica “Amarcord”, che raccoglie gli scatti storici delle due piazze azzurre e rossoblu che hanno fatto e faranno la storia del calcio nel nostro territorio, vogliamo riflettere su un tema che sta a cuore a tanti: il futuro della Sangiovannese 1927. Ormai da settimane, nei ritrovi, sia fisici che social, frequentati dai tifosi della Sangiovannese, si sta alzando la tensione e la necessità di chiarezza sul futuro del Marzocco. Certo, l’eliminazione dalla Coppa Italia, forse immeritata, e un campionato che, a meno di scossoni imprevedibili, ci vedrà stazionare a metà classifica senza coda post-season, hanno accelerato tutto questo. A preoccupare i tifosi è il silenzio intorno alla società di Piazza Palermo. Quando mancano chiarezza e informazioni precise su ciò che sta accadendo nella stanza dei bottoni, le voci più disparate si rincorrono e finiscono per non essere affatto positive. Il passaggio di proprietà è stato promesso in più contesti e a più riprese e addirittura programmato per l’inizio della primavera di quest’anno. Ora, però, il tempo sta stringendo.
Per onestà intellettuale, e non tutti lo fanno, va riconosciuto che la società attuale quella dei Sangiovannese ha alcuni grandi meriti, come aver salvato la Sangio ormai quasi dieci anni fa e aver garantito la quarta serie in una piazza come quella della città di Masaccio per molte stagioni. Nell’ultimo anno però il fallimento della gestione sportiva (drammatica e inaspettata la retrocessione della scorsa stagione) ha inasprito i rapporti con larga parte della tifoseria, e il probabile ma mai definito passaggio di proprietà a Martino Neri, attuale main sponsor, non ha fatto altro che sfibrare ulteriormente i rapporti. Chiarezza e un futuro solido: questi sono i diritti dei tifosi azzurri. Lo meritano i 600 che a dicembre alle Due Strade di Firenze hanno festeggiato la vittoria di un trofeo, lo meritano i 150 di Piacenza che, in un grigio mercoledì di febbraio, hanno seguito gli azzurri a 300 km dal Fedini. Lo meritano tutti coloro che vogliono il bene della Sangiovannese e forse più di altri chi la tifa da lassù. La storia azzurra iniziata nel 1927 — a proposito, è il caso di iniziare a pensare a come festeggiare il centenario — è profondamente intrecciata con quella della città e della sua gente. Alle gesta degli azzurri, prima al vecchio Galli e poi al Fedini, sono legate gioie e dolori, ma anche ricordi memorabili, di suoni e generazioni di Sangiovannesi che, con ragione, desiderano un futuro chiaro per la propria squadra del cuore per festeggiare nuovi traguardi insieme in un Fedini magari rinnovato e di nuovo vestito a festa come nelle bellissime immagini che seguono.
Ma cosa rappresenta la Sangiovannese per i sangiovannesi è racchiuso in questi due video qua sotto, che immortalano momenti di storia vissuta. Una storia che grazie agli scatti di Sandro Merli abbiamo deciso di far rivivere regalando ai tifosi tante emozioni. Questi due video sono legati ad un periodo storico ben definito, la metà degli anni 2000. Il presidente Casprini era morto da pochi mesi ma la Sangiovannese riuscì a raggiungere la finale play-off con il Frosinone in una stagione arricchita anche dalla memorabile trasferta al San Paolo di Napoli. Ecco, in queste immagini c’è il succo di una passione autentica, di una cultura calcistica e di un amore per i colori azzurri che non potrà mai finire. Chi ha a cuore le sorti della Sangiovannese, vedendo queste immagini, non potrà che avere una conferma. Una società di calcio non è un’azienda come tutte le altre. È un patrimonio collettivo. Un patrimonio di sentimenti e di emozioni. Un patrimonio che non può essere disperso.