Scritto da Massimo Bagiardi
Riassumo così la mia giornata di ieri: prima del fischio di inizio forse un punto l’avrei accettato, sul triplo vantaggio pensavo di trascorrere una domenica serena, alla fine del primo tempo ho creduto seriamente di perdere e poi, non vedendo una Colligiana particolarmente brillante nei minuti finali, confidavo di avercela fatta prima del terzo errore difensivo di giornata che ci ha consegnato questo 3-3 che assume i toni di una sconfitta. Ero meno incazzato di ritorno da Bagno a Ripoli e dalle quattro pere prese dall’Antella, a distanza di tante ore ancora non me lo so spiegare anche perché, ed è per certi versi paradossale, se nelle ultime settimane sono arrivati i risultati è stato merito perlopiù della solidità difensiva che ieri, in tutti i goal presi, è venuta decisamente meno. La rete di Masini che ha riaperto i giochi è arrivata da un doppio errore, prima di Manes che non ha chiuso sul numero 10 e poi di Baracco che doveva coprire il primo palo, la seconda marcatura sempre Baracco se l’è fatta passare sotto le gambe e poi il 3-3 nei minuti di recupero dove Gozzini pur non avendo avuto fortuna nel rimpallo ha più di una responsabilità. Ed è un risultato che fa male vuoi per come è arrivato (è la quarta volta che subiamo goal decisivi oltre il 90º senza contare la rete dell’Antella al Fedini giunta all’85esimo) vuoi perché avremmo accorciato e di non poco sul quinto posto, dato che nessuna delle formazioni che come noi lottano per questo obiettivo, se si esclude la Castiglionese, è uscita vittoriosa. Fa, insomma, tremendamente male e aldilà degli errori individuali preoccupa, più che altro, la tenuta mentale in vista della partita di dopodomani col Nibbiano (sabato non ha giocato per il maltempo e non è un bene per noi) che, a mio modo di vedere, non sarà assolutamente facile ma nemmeno poi così impossibile da vincere. Giusto che Calderini già da questo pomeriggio si faccia sentire bene dai suoi ragazzi perché non è ammissibile assistere a rimonte del genere. Ci si può, anche, appellare sul fatto che abbiamo avuto l’opportunità di siglare la quarta rete che, molto probabilmente, avrebbe tagliato definitivamente le gambe a loro ma al triplice fischio il risultato parla chiaro, così come l’incredibile amarezza con la quale siamo mestamente ritornati a casa. Non so se mercoledì ci giocheremo una stagione intera, ci sono ancora delle giornate di campionato da giocare, ma per tutti questi fattori credo che la Coppa Italia rappresenti l’obiettivo primario da dover portare avanti. Tenendo, poi, conto anche di un’ipotetica forbice di 10 punti in chiave play-off tra la seconda e la quinta posizione che, a quel punto, manderebbe direttamente nella finalissima la vice capolista. Insomma, con la testa giusta c’è ancora spazio per poter raccogliere qualche soddisfazione ma se siamo quelli di ieri non si va da nessuna parte.