Scritto da Massimo Bagiardi – Foto: Ottica Merli

Passata anche Pasqua entriamo nella settimana che ci porterà alla partita di Campi Bisenzio e alle successive due con Asta in casa e Certaldo fuori che chiuderanno la stagione regolare 2025/2026. Siamo la Sangiovannese, la nostra maglia non deve assolutamente sentirsi appagata per la grande storia che può vantare ma è inutile nascondere che gli stimoli sono praticamente pari allo zero perché sei già salvo, affronti due squadre su tre ormai retrocesse e nella testa dei ragazzi non è da escludere che il pensiero sia già alle vacanze e al non farsi male seriamente. Ma quello che più preme alla piazza aldilà di questo finale di stagione è sapere cosa ci riserverà il futuro in chiave societaria perché dopo anni di risultati scadenti, una retrocessione spendendo molto di più di altri campionati e una misera salvezza ottenuta in Eccellenza c’è voglia di rivivere nuove emozioni, ripartire da un progetto serio e da un organigramma societario che permetta di poter pensare se non nell’immediato quanto meno a un ritorno a stretto giro di posta in Serie D. Sono certo, perché mi fido del sindaco e delle parole da lei spese in un recente comunicato, che Martino Neri (nella foto) dopo mesi di trattative prenderà le redini del tutto ma la domanda che mi pongo da tempo e che un po’ di tutti si fanno è la stessa: ma questo signore ha i giusti stimoli per intraprendere un’avventura del genere ? Perché se è vero che il calcio senza quattrini non si fa è altrettanto corretta la constatazione che almeno all’inizio di un percorso si debba avere motivazioni illimitate, perché non sei al comando del circolo del tennis o della bocciofila ma di un “balocchino” che non solo costa centinaia di migliaia di Euro ma vanta dentro sé una storia, in particolar modo una piazza che anche quest’anno, al cospetto di risultati modesti conquista della Coppa Italia a parte, ha sempre giocato in casa anche quando eravamo lontani dal Fedini. Ma dei 200 circa a Piacenza lo vogliamo ricordare ? Quello che voglio dire è che nessuno qui chiede al futuro presidente che allestisca (ma magari !) una corazzata che ambisca a vincere il campionato con 20 punti di distacco ma che i tifosi riassaporino determinate emozioni chiuse da anni nel cassetto dei ricordi. Dobbiamo avere il diritto di tornare a sognare, che la società torni a essere una SOCIETA‘ e che ci si alzi la domenica con l’adrenalina a mille facendo il conto alla rovescia per andare allo stadio a tifare i nostri colori. Che non è detto trionfino dappertutto ma nemmeno però come negli ultimi due anni in particolare (senza Marco Merli guarda caso…..) collezionino figure barbine come spesso è accaduto. Già da ora so che società come Sansovino, Antella, Mazzola e qualcun’altra che scenderà dalla D (Poggibonsi e San Donato vanno messe in preventivo numeri alla mano) è probabile che partano avanti a noi per le grosse possibilità economiche che vantano ma San Giovanni non può e non deve stare a guardare alla finestra. E allora che si tiri definitivamente una linea che possa dare lo slancio giusto alla piazza, meritiamo ben altro di un presente fatto ancora di tanti nodi da sciogliere.