Scritto da Massimo Bagiardi

Parlando nel dopo gara con l’amico Pier Francesco Battistini, persona di grande spessore e lo sottolineo con estremo piacere, ho convenuto che al di là del fatto che non esiste in circolazione un “Battistini dei giorni nostri” in area di rigore – né in serie D figuriamoci in Eccellenza – che lo 0-0 ieri è lo specchio praticamente fedele di una gara che non ha regalato chissà quale tipo di emozione. Nel primo tempo, magari, i locali hanno forse fatto qualcosa in più dei nostri ma nella ripresa, se vado a vedere le effettive conclusioni nello specchio, ne ho annotate due azzurre con Falugiani e Borri e una soltanto dei padroni di casa con Pedrelli, nel finale, nata perlopiù da un nostro svarione difensivo. Secondo me il risultato di parità è quello più giusto, penso si possa accettare con soddisfazione considerato che abbiamo allungato la nostra serie positiva, non subiamo goal da tre gare ed è stato ottenuto al cospetto di una formazione che, rispetto all’andata, proprio per il lavoro portato avanti dall’ex bomber azzurro, è tutt’altra cosa. Mettiamoci poi anche l’espulsione di Borri, che ci ha lasciato in 10 per un quarto d’ora, che credevo fosse maturata da una protesta troppo vivace dell’attaccante e nata invece da una simulazione sulla tre quarti campo, cosa che sinceramente non mi è mai capitata di vedere da non so quanti anni segua il gioco del calcio. Mi sarebbe andata bene in area, in questo modo mi scappa semplicemente da sorridere e si fa per dire. Al netto della inferiorità numerica anche se fossimo rimasti 11 contro 11, per come l’ho vista io, probabilmente non sarebbe cambiato niente e alla fine questa giornata la possiamo anche archiviare bene, ci avviciniamo a grandi passi al primo dei due appuntamenti dell’anno e quando si torna da una trasferta in casa di una squadra che, numeri alla mano, ha messo a referto 20 punti nelle ultime nove partite si può giudicarla col sorriso. Qualcuno, sicuramente, storcerà la bocca per questa mia disamina ma non posso farci nulla e visto che sono qui a dire la mia ripeto che, sempre per il mio modesto parere, questo pareggio lo prendo in modo positivo, aspettando la prossima gara che ci propone il calendario, vale a dire l’anticipo di sabato con il Mazzola che potrebbe essere anche condizionato dal fatto che dopo quattro giorni ci recheremo nella lunga trasferta in terra piacentina contro il Nibbiano che, dall’inizio dell’anno pensate un po’, non ha mai perso una partita. Vincere, naturalmente, sarebbe importante anche per cercare di alimentare ancora qualche residua speranza play-off ma l’importante è uscire indenne sotto il profilo degli infortuni, non avendo una rosa particolarmente vasta anche un solo acciacco di un titolare potrebbe creare qualche grattacapo a mister Calderini.