Di Leonardo De Nicola

La storia dei confronti fra azzurri e biancorossi segnò forse un punto emotivamente di non ritorno il 15 dicembre 1946 quando sul vecchio terreno maremmano lungo le mura i padroni di casa rifilarono ai nostri 12 reti al passivo per quella che rimane la sconfitta più pesante della storia. La mattanza vide protagonisti in negativo gli undici ragazzi azzurri ed il portiere Alvaro Terrazzi costretto ad inchinarsi 6 volte allo scatenato centrattacco grossetano Bartolini, 3 a Betti e 3 volte a Simoni contro l’unico punto di Rossano Boni. Ed anche in questo caso il ritorno al Galli fu contrassegnato dal desiderio di rivincita con il 2-1 finale di marca azzurra ed i goal di Boni e Tabani a lavare l’onta della umiliante sconfitta dell’andata.
Fra le partite giocate in valdarno, il 25 ottobre del 1959 Pizzi e Italo Acconcia firmarono il 2-0 per il Marzocco nei minuti finali o quella del 28 gennaio del 1968 finita 1-1 con il pareggio allo scadere di un certo Piero Nosi. Pari con identico punteggio il 21 settembre del 1969 alla prima giornata di campionato: in maglia biancorossa Nello Menciassi, Marino Buffetto e il tecnico Silvano Grassi poi tutti azzurri 12 mesi più tardi.
Giornata di pioggia battente a dispetto della data, Grosseto in goal con Cucini e pari straordinario in rovesciata di Carlo Ceccotti dalla pelata incipiente a dispetto dei soli 29 anni di età.
Il 7 marzo del 1971 ancora il bomber pisano alla ribalta nel pareggio di un confronto che vide il grave infortunio dell altro attaccante Ermanno Ricci da Marano sul Panaro nel modenese e che oggi mi dicono se la passi sempre discretamente sui contrafforti del suo appennino emiliano.
Fu invece il compianto Ivo Perissinotto a timbrare il successo dei ragazzi di Don Francesco Petagna il 13 Aprile 1975 in quel ricordato e stracelebrato torneo di terza serie. Ed il 2-1 del 23 novembre dello stesso anno che qui ci piace ricordare come una delle poche domeniche felici di Costanzo Balleri sulla scomoda panchina di Piazza Palermo, autogol del grossetano Marco Cacitti, pari di Zauli e punto della vittoria dell’ex Menciassi.
Il 7 ottobre del 1979 l’intrepida e un po’ incosciente truppa guidata da Giovanni Galeone superava per 3-1 i rivali con goal del bohémien Giorgio Bonfante e doppietta del compianto centravanti Adriano Trevisan che io ricordo con nostalgia ed affetto con la sua giovane e graziosa mogliettina e la sua casa a due passi dallo stadio. Dopo esser passato anche per la Maremma e chiuso la carriera agonistica lo sfortunato friulano morì a poco più di 40 anni: la sua auto venne trovata alle prime luci dell’alba in un canale attiguo ad una strada della sua “bassa “friulana”. Nell’abitacolo senza vita lo sfortunato e caro Adriano…..
E fra le nostre vittorie ci metto oggi il 2-0 con Leonardo Acori nel campionato di gloria 1999-2000 a firma di Fantini e Alessio Di Mella e soprattutto il 3-1 del 15 dicembre 2002 in una giornata da lupi con tuoni, fulmini e acqua a catinelle. Sotto la gradinata Sestini indomita a cantare e a sostenere la squadra del mio grande Beppe Sannino due goal del Mosca ed uno di Marcat rispedirono a casa i maremmani superati in tutto e per tutto, tifo compreso. E poi, come già ricordato, la perla 12 mesi più tardi dell’immenso Ciccio per quella che resta l’ultima affermazione in campionato della Sangio.
Vittoriosa a dire il vero anche in Coppa al “Fedini” il 9 dicembre 2015 dopo i calci di rigore ma sconfitta quest’anno nel primo turno della manifestazione per 1-0 e sempre nel nostro vecchio e fatiscente stadio (molti discorsi e …per adesso zero fatti).
Fra i doppi ex della sfida gli allenatori: Grassi, Galeone, Indiani, Acori, Sarri insomma tanta bella roba almeno per quel che ci riguarda. Fra i calciatori sceglierei oggi Menciassi, Trevisan ma anche quel Del Rio che il presidente Ciancilla (ora mi dicono Tanghero con qualche buon risultato) cedette in maniera clamorosa al patron Camilli a titolo gratuito, almeno così si disse poi va a saperla tutta.
Ed insomma siamo comunque davanti ad un testa coda di grande pathos e di tradizione storica; ai nostri azzurri chiediamo orgoglio e tenacia in quantità industriale e quella maglia sudata e strizzata feticcio di ogni buon tifoso. La Sestini prima su tutti è ancora pronta a spingervi cari azzurri: ne siate degni ed orgogliosi…..Forza Sangio !!!