Di Leonardo De Nicola

Prima di dar conto dei numeri della attesa sfida di domenica bene ricordare una cosa e non di poco conto: sono attesi 500 tifosi al seguito della capolista, un bel numero…. non c’è nulla da dire ma….teniamoci stretta la nostra bella tifoseria che non è certo da meno anzi. In una situazione di classifica precaria e, dopo anni di salvezze risicate e di soddisfazioni per lo più relegate ai derby, non so proprio quante altre aficion (dai su spagnoleggiamo) potrebbero garantire un simile affetto e una così bella ed elevata partecipazione. Ed allora giusto iniziare il nostro racconto con questo omaggio al tifo azzurro e ..lunga vita alla Gradinata Marco Sestini spesso migliore di tutto ciò che la circonda. Il Grosseto è la seconda squadra più affrontata in campionato dalla sangio dopo il montevarchi con 57 partite disputate ed un bilancio CLAMOROSAMENTE IN PARITA’ CON 16 SUCCESSI PER PARTE E 25 PAREGGI, dato aggiornato dopo il 2-2 della partita di andata giocata allo stadio Zecchini.
28 gli incontri giocati in casa nostra con 12 successi azzurri, 11 pari e 5 vittorie dei biancorossi maremmani corsari nelle ultime 2 partite giocate in campionato al “Fedini” in C1:
3-1 il 6 novembre 2005 con doppietta di Pellicori e goal di Federici dopo il vantaggio azzurro di Biancone sotto gli occhi dell allenatore della Sangio Piero Braglia grossetano di nascita.
Ed anche 2-1 il 15 aprile del 2007 in quella che è anche l’ultima partita di campionato giocata in Valdarno a tutt’oggi. 13 anni fa il Grosseto lanciato verso la serie B si impose con due goal di Sorrentino (rete di Porro per la squadra di Paolo Indiani poi destinata alla salvezza nel Play out con il Pizzighettone).
Ed allora per trovare la nostra ultima vittoria bisogna scivolare indietro di oltre 16 anni e tornare a quel pomeriggio del 7 settembre 2003 in C2 ed al gesto tecnico fantastico di Ciccio Baiano che, visto il portiere grossetano Tosti, (un fresco ex) fuori dai pali lo beffò con un tiro da lunga gittata tanto audace quanto preciso. Ed è questa anche l’ultima affermazione della Sangio coi maremmani, da allora altri 8 incroci senza mai un successo.
La rivalità fra le 2 tifoserie nasce negli anni 90 (prima l’astio era più con il Siena) ma assume oggi i contorni di un vero e proprio macht di campanile. La prima volta da noi fu clamorosa: dopo la sconfitta subita nella gara di andata per 7 goal a 0 la sfida di ritorno al campo di Via Berta fu preceduta da tensioni e dichiarazioni di rivincita. Il 17 maggio 1942 la partita venne aperta da una rete lampo di Tampucci pareggiata da Querci in apertura di ripresa prima dello show al negativo (per noi) dell’arbitro Candela di Genova che, dopo un campionario di errori al limite, indusse i dirigenti azzurri a chiedere il clamoroso ritiro dal campo della squadra con conseguente sconfitta a tavolino e sanzione disciplinare pesantissima per la società presieduta da Vannetti e Godini.
Ma la seconda partita giocata a San Giovanni resta indimenticabile con gli azzurri impegnati con successo a restituire pan per focaccia ai rivali dopo i tumulti e lo 0-7 della stagione precedente. E l’impresa ebbe per noi un esito decisamente favorevole. DOPO 61 minuti di gioco 4 goal del poderoso attaccante Tampucci e 2 reti di capitan Passetti avevano portato gli azzurri sul 6-0 a proprio favore. E fu qui che tutto lo stadio invocò la vendetta sportiva chiamando a gran voce la settima segnatura che arrivò nel delirio generale al minuto numero 85 grazie all’ala Volterrana Bongini che io ho conosciuto nella mia infanzia abitando vicino a lui in via Milano.
Sull’Italia soffiavano minacciosi venti di guerra: il 28 marzo 1943 la Sangiovannese chiudeva il campionato superando per 2-0 l’Arezzo e da allora erano altre e ben più gravi le cose di cui occuparsi. (a domani per la seconda parte)