Dopo la non positiva esperienza coi veneti della Luparense in serie D, Loris Beoni dai primi del nuovo anno è ripartito dal Figline che questa domenica sarà avversario della Sangio nella 24ª giornata di campionato. Nel suo lungo curriculum da allenatore ci sono anche tre stagioni con il Marzocco, nel settore giovanile, quando ancora la società era presieduta da Arduino Casprini: “Sono stato coi più giovani nell’anno dove in prima squadra c’era Sannino e nei successivi due con Sarri tra il 2002 e il 2004. Guidavo la formazione Beretti ed ero anche coordinatore dell’intero movimento. Tre anni davvero molto belli, nel periodo forse più gratificante di soddisfazioni da molto tempo a questa parte”. E domenica al “Del Buffa” incrocerà nuovamente l’azzurro in una partita che, a dispetto della classifica occupata dalle due formazioni, secondo il tecnico sarà comunque combattuta dal primo all’ultimo minuto: “Lo penso perché se è vero che siamo un po’ distanti entrambe dalle prime posizioni, altrettanto non si può dire guardandoci alle spalle e siccome nelle ultime giornate, generalmente, succede di tutto e di più credo che nascerà una partita combattuta per il semplice fatto che ottenendo i tre punti riusciresti, praticamente, a metterti al riparo da ritorni scomodi“. Ecco cosa pensa dei nostri azzurri e della posizione in classifica che stanno occupando: “Ho visto tutte le partite delle ultime settimane e credo che la Sangiovannese sia una buona squadra che sicuramente ci darà del filo da torcere. Se mi aspettavo che conducesse un campionato simile? non ho seguito molto bene il campionato almeno fino a un paio di mesi fa per cui, onestamente, non conosco realmente i valori al 100% degli azzurri. Magari per tradizione ho pensato che poteva stare a lottare per le prime cinque posizioni ma se non sei dentro non puoi di certo sapere cosa è andato e cosa no. Resta come detto un buon organico che merita il massimo rispetto”. Dai campionati regionali era assente da quasi 30 anni, ecco come lo ha ritrovato: “L’ultima volta che ho allenato in Eccellenza risale al 98, sono passati quasi trent’anni e da allora, per quanto ho potuto vedere, il livello è diminuito e ai miei tempi c’era un calcio decisamente più tecnico. E c’è molto più equilibrio rispetto a tanto tempo fa”.